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Area fisioterapica

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  • Elettroterapia (ionoforesi / correnti diadinamiche / tens / correnti interferenziali): per elettroterapia si intende l’uso della corrente elettrica per scopi terapeutici. La moderna tecnologia mette a disposizione apparecchiature elettroniche sempre più sofisticate che consentono diverse forme di correnti, accuratamente dosate sia per quanto riguarda l’intensità che la durata dell’impulso. Ionoforesi: viene sfruttata la corrente per veicolare un farmaco all’interno del corpo. Le indicazioni sono artrosi, artriti, borsiti, nevralgie, tendinite, affezioni post traumatiche. Non è indicata in gravidanza, se ci sono alterazione della cute nei portatori di pace maker. 10 sedute della durata di 20 minuti. Correnti diadinamiche: trattamento dell’edema, disturbi vascolari, trattamento del dolore in caso di tendinite, borsiti dolore muscolare. Bisogna prestare attenzione in caso di ferite della cute, dermatiti, pace maker. 10 sedute della durata di 20 minuti. Tens: trova indicazioni nel dolore acuto di origine osteoarticolare o muscolare, dolore cronico, artrosi tendinite cefalea emicrania. 10 sedute della durata di 20/30 minuti. Interferenziali: hanno un’azione prevalentemente analgesica e sedativa, e sono indicate nei postumi di traumi recenti con disturbi neurovegetativi locali, nelle alterazioni trofiche e nelle nevralgie. Non può essere utilizzata nei portatori di pace maker, in gravidanza e nel caso di neoplasie. 10 sedute della durata di 20 minuti.

  • Ultrasuonoterapia: questa terapia sfrutta gli effetti positivi provocati nell’organismo da una emissione di onde sonore superiori alla soglia uditiva. La penetrazione nei tessuti di onde ultrasonore esplica un’azione di tipo meccanico che si traduce in un micromassagio, ed un’azione di tipo termico derivato dalla trasformazione in calore dell’energia vibrante. Le indicazioni terapeutiche sono le seguenti: azione analgesica nelle forme artrosiche e periatritiche, per facilitare il riassorbimento di ematomi o sierosi, negli spasmi muscolari, nelle contratture e per ridurre o eliminare le tenui calcificazioni. Controindicata nelle neoplasie malattie e nei ritardi di consolidamento di fratture. 10 sedute della durata di 10/20 minuti.

 

  • Laserterapia: in questa terapia viene utilizzato un apparecchio che produce onde elettromagnetiche ad alta potenza. Il meccanismo d’azione è di tipo riflessogeno ed agisce innalzando la soglia del dolore e permettendo un ripristino più veloce della funzionalità e dello stato di benessere. 10 sedute della durata di 10/20 minuti.

 

  • Magnetoterapia: in questa terapia viene utilizzato un apparecchio che genera un campo magnetico, ben caratterizzato per intensità, andamento e frequenza. Le indicazioni sono varie e vanno dalle patologie ortopediche come fratture, distorsioni, versamenti, traumi, epicondiliti al diabete e alla sclerodermia. Le controindicazioni sono limitate ai pazienti con pace maker, alla gravidanza e in caso di trombosi. 10 sedute della durata di 30 minuti.

 

  • Termoterapia: questo termine indica una terapia che viene effettuata tramite il calore. Utilizzando delle lastre di un gel speciale che assorbe e mantiene il calore per molto tempo, questo materiale particolare una volta collocato nell’area del corpo da trattare determina una vasodilatazione del letto circolatorio, aumento della quantità di ossigeno che giunge ai tessuti, aumento del metabolismo e dell’eliminazione delle scorie cataboliche. L’effetto terapeutico che si ottiene è sia miorilassante che antidolorifico. Le indicazioni terapeutiche sono in particolare contratture muscolari, artropatie rigidità post-traumatiche, periartriti, lombalgie e cervicalgie. Questo tipo di cura non è indicata se sono presenti ematomi o raccolte sierose, neoplasie, gravidanza, pazienti con importante scompenso cardiaco, vasculopatie. 10 sedute della durata di 20 o 30 minuti.

 

  • Rieducazione posturale globale: la colonna vertebrale può essere la sede di numerose patologie tra cui la più frequente è la lombalgie o mal di schiena. L’80% delle persone attive soffre di dolori alla schiena sia che svolga un lavoro stressante, sia che svolga un’attività sedentaria. E’ accertato che superati i 30-35 anni di età, le strutture che costituiscono il complesso ella schiena vanno incontro inevitabilmente ad alterazioni di natura irreversibile, la cui frequenza e intensità è da porre in relazione all’età dell’individuo. Il necessario programma rieducativi consiste non solo nel compiere specifici esercizi di ginnastica ma anche nell’imparare correttamente la stazione eretta e sdraiata, il sollevamento e trasporto di pesi e deve essere proseguita fino a quando non sarà raggiunto uno svolgimento automatizzato del movimento. Ottimo per questo scopo è utilizzare trattamento eseguiti in acqua (idrokinesiterapia). 10 sedute della durata di 40 minuti.

     

    • Rieducazione neuromotoria: con questo termine si intendono particolari metodiche fisioterapiche atte a riattivare la funzione dei muscoli attraverso la stimolazione diretta e ripetuta dei recettori nervosi periferici. Tale stimolazioni si ottengono attraverso opportune manovre e attraverso determiante posture che facilitano o inibiscono la contrazione di determinati gruppi di muscoli. Le indicazioni al trattamento sono emiplegie, paresi, cerebropatie, rigidità articolari, ipotrofia e deficit della coordinazione. Gli scopi della rieducazione sono molteplici e vari: preservare l’indipendenza della deambulazione, mantenere il più a lungo possibile la stazione eretta, effettuare le attività della vita quotidiana. 10 sedute della durata di 20/40 minuti.

     

    • Massoterapia: si intende un particolare massaggio manuale eseguito sui tessuti molli del corpo. Questa tecnica serve ad accelerare la circolazione locale del sangue dilatano i vasi sanguigni superficiali e profondi; agisce inoltre sulle strutture tendinee, legamentose, muscolari ed articolari aumentandone il tono ed il loro rilassamento. Sono pertanto utili nelle rigidità articolari, nelle contratture muscolari, nelle retrazioni dei legamenti, nella mobilizzazione di articolazioni infiammate e dolenti, nell’ipotrofia ed ipotonia. L’unica avvertenza è in caso di alterazioni dell’integrità della cute. 5-10 sedute della durata di 20 o  40 minuti.

     

    • Rieducazione uroginecologica: l’incontinenza urinaria è una patologia prevalentemente nel sesso femminile a causa delle caratteristiche anatomiche e cliniche della donna legate alla maggiore ampiezza del bacino o in seguito a gravidanze o obesità che frequentemente ledono l’integrità del piano perineale e della struttura dell’uretra. Gli obiettivi del programma riabilitativo possono vanno dalla restituzione della coscienza della propria muscolatura perineale, al miglioramento del tono e del trofismo della muscolatura fino al miglioramento della qualità delle contrazioni volontarie e della forza del piano muscolare perineale. Le tecniche utilizzate sono la cinesiterapia, la stimolazione elettrica funzionale, la rieducazione minzionale e le tecniche di rilassamento. 10 sedute della durata di 40 minuti.

     

    • Manipolazioni osteopatiche: è una disciplina fisioterapica completamente manuale. Lo stato di salute dell’individuo è raggiunto e mantenuto da una struttura (corpo) equilibrata, poiché uno squilibrio meccanico può condurre ad una alterazione funzionale. La disfunzione di una struttura conduce all’insorgere della malattia. Il trattamento avviene attraverso le mani del terapista; il riequilibrio della struttura alterata ripristina la corretta funzione e quindi lo stato di salute generando un imput che stimola la capacità di autoguarigione del corpo. La correzione della disfunzione riguarda non solo le malattie osteoarticolari ma anche quelle viscerali e dell’apparato cranio sacrali.

     

     

    • Trazioni lombari e cervicali: questa tecnica completamente eseguita manualmente da fisioterapisti specializzati trova le migliori indicazioni terapeutiche in qualsiasi condizione di irritazione o compressione delle radici dei nervi periferici sia dovuta a trauma o ad un processo degenerativo o ad una compressione del disco. Le principali controindicazioni a questa tecnica sono le neoplasie, infezioni ossee, la gravidanza l’osteoporosi e l’artrite reumatoide. 10 sedute della durata di 20 minuti.

     

    • Manipolazioni vertebrali o articolari: tecnica fisioterapica puramente manuale trova le indicazioni migliori nei casi di cervicalgie, torcicollo, cefalee muscolo tensive, nevralgie cervico-brachiali e in alcune forme di vertigini. A livello delle articolazioni vengono trattate le periartriti scapolari e alcune patologie del gomito. A livello lombosacrale trova ottime indicazioni nelle lombalgie e lombosciatalgie acute e croniche, nelle ernie discali ma anche nei dolori dell’anca e del ginocchio. Non deve essere eseguita in pazienti con fratture ossee no del tutto consolidate, nei casi di osteoporosi nelle neoplasie ossee nelle infezioni ossee e in alcune particolari ernie discali. 10 sedute della durata di 20/30 minuti.

     

     

     

     

    LE TECNICHE DI RIABILITAZIONE PROPRIOCETTIVA CON STRUMENTAZIONI HIGH TECH

     

    Le informazioni riguardanti la posizione e l’atteggiamento del corpo e dei suoi segmenti raggiungono dalla periferia i centri nervosi superiori attraverso fibre che partono da specifici recettori. Queste informazioni vengono arricchite da altre informazioni che arrivano dalla vista e dai centri che regolano l’equilibrio, consentendo una vera e propria consapevolezza della localizzazione spaziale. La tecnica propriocettiva classica ha sempre utilizzato le tavolette oscillanti ed è fondata sul potenziamento delle informazioni derivanti dalla sensibilità profonda del paziente, senza però riuscire a rieducare appieno il sistema visivo e i centri dell’equilibrio, fondamentali nel dare indicazioni precise riguardo la posizione ed i movimenti. Grazie all’acquisizione della pedana Pro-Kin, i Poliambulatori Aquafit sono ora in grado di proporre un sistema riabilitativo efficacemente integrato e completato da una sofisticata attrezzatura computerizzata, associando così soluzioni tecnologiche avanzate alla funzionalità esclusivamente meccanica della classica tavoletta oscillante. Infatti, quando il paziente muove con l’arto in appoggio, la pedana mobile del sistema, una serie di sensori gestiti da un computer permette di visualizzare sul monitor un tracciato relazionato al movimento prodotto sulla pedana mobile: in questo modo, il paziente dispone di un continuo controllo visivo che gli consente di stabilire un rapporto di confronto fra ciò che sente a livello cinestesico ed il movimento che egli realmente produce.

     

     

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